I pazienti raccontano


Agosto 2014

Renato, frattura- lussazione di gomito

Il 18 gennaio cadendo rovinosamente mi lussai il gomito. Al pronto soccorso, dopo aver fatto le radiografie, mi riscontrarono lussazione del gomito più frattura dell’olecrano. Mi immobilizzarono per tre settimane con una fasciatura rigida. Dopo aver tolto il gesso, l’ortopedico  mi disse che avrei dovuto fare un lungo periodo di riabilitazione, così decisi di fare qualche sedute in un centro privato vicino a casa mentre aspettavo un posto in ospedale. Già nella prima seduta mi resi conto che il dolore era fortissimo…non potevo sopportarlo.. Moralmente a terra, il giorno seguente cercai in internet e trovai il centro fisiomano e rimasi colpito dal fatto che dicevano che la fisioterapia non deve fare male. Decisi di contattare il centro e mi rispose la dottoressa Fassina che mi diede appuntamento per il giorno seguente. Si prese cura del mio caso la dottoressa Viganoni, aiutata dalle colleghe Giada e Francesca. Dopo aver misurato i gradi di movimento del mio braccio, iniziò a trattarmi con manovre mai dolorose, da subito vidi i primi miglioramenti e iniziai a sperare di poter guarire. Iniziai ad andare a milano 2 volte a settimana per alcune settimane poi sempre meno frequentemente. A casa facevo tanti esercizi come mi venivano spiegati dalle terapiste. Dopo sette mesi circa il mio braccio è tornato quasi alla completa funzionalità. Grazie a loro posso dire, nonostante la brutta avventura, di avere conosciuto persone competenti e simpatiche.
Ringrazio tutto lo staff.


Novembre 2013

Anna, artrodesi di due dita

Nel giugno di questo anno ho fatto due artrodesi alle dita della mano dx.
Avendo già diffuse alterazione artrosiche delle falangi, del trapezio e dello scafoide, una lunga immobilizzazione (mano e polso con gesso per due mesi) ha peggiorato il quadro.
Mi hanno prescritto un inteso programma di mobilizzazione assistita, che ho fatto in ospedale (un seduta al giorno per 10 gg). Premetto che non sono servite a nulla. Erano molto riduttive (sedute da 1/2 ora, ridotte quasi sempre a 15 minuti), inoltre non erano fatte da personale specializzato nella riabilitazione della mano.
Il chirurgo della mano deve lavorare con il fisioterapista specializzato, invece questa collaborazione non esiste, concluso l'intervento non ti danno nessuna indicazione precisa.   
Visti i risultati, mi sono attivata nella ricerca su internet, ho trovato il centro FISIOMANO C.so Buenos Aires 10 - MI - dove le fisioterapiste hanno una valida preparazione per la riabilitazione della mano, sei sedute di un'ora ciascuna (e non tutti giorni), hanno dato esiti molto più soddisfacenti.
Grazie per la Vostra competenza.


Ottobre 2013

Fausto, intervento per Morbo di Dupuytren

Sono da anni malato e invalidato dal Morbo “del cocchiere” di DUPUYTREN. Scrivo per la seconda volta a questa rubrica per testimoniare che la sinergia tra chirurgia plastica d’avanguardia (con innesto di pelle) e fisioterapia specializzata (per il trattamento dei postumi dell’operazione) mi ha permesso di recuperare in modo decisamente soddisfacente la funzionalità della mano sinistra ed in particolare del mignolo. Il mignolo era piegato ed irrigidito a 90 gradi non solo dal morbo, ma purtroppo anche dalle cicatrici lasciate da precedenti pratiche di una chirurgia tradizionale e di fisioterapia non specificamente mirata. Ringrazio la Dr.ssa Roberta Gilardi del reparto di chirurgia plastica e della mano del San Gerardo di Monza per il coraggio e la competenza dimostrata nell’affrontare l’intervento, sicuramente innovativo, nella chirurgia difficile e controversa del mignolo affetto da DUPUYTREN. Ringrazio le fisioterapiste Cristina Fassina e Giada Ravagli del Centro Fisiomano di Milano, che mi hanno assistito nel periodo post-operatorio, con competenza e simpatia, sempre incoraggiandomi e spiegandomi dettagliatamente come comportarmi. Ringrazio, questa volta in anticipo, i Ricercatori in campo medico per il tempo e l’impegno che dedicheranno per chiarire l’eziologia di questo morbo, rendendo possibile prevenire gli effetti invalidanti sulle dita e sul palmo dei futuri potenziali malati. Con affetto, Fausto.


Agosto 2013

Antonella, lussazione di gomito

Ciao a tutti,sono qui a testimoniare che con un'ottima fisioterapia anche una lussazione del gomito può riprendere la funzionalità al 100% e in soli 3 mesi dall’incidente.. Attenzione però io sono stata affidata alla Dott. Erica Semplici,specializzata in riabilitazione della mano e dell'arto superiore,non ad una fisioterapista qualunque!! Ora vi racconto la mia disavventura.Era il 6 Aprile 2013 stavo andando in bicicletta su una pista ciclabile,un attimo di distrazione e…..cado per colpa di una buca!Un dolore fortissimo. Subito soccorsa dal 118 vado in ospedale ed il referto è il seguente:LUSSAZIONE DEL GOMITO SINISTRO NON DEFICIT NEURO-VASCOLARI NE’ PRIMA DELLA MANOVRA DI RIDUZIONE NE’ DOPO, CLINICAMENTE RIDOTTA, POSIZIONATA STECCA GESSATA BRACHIO-METACARPALE:PROGNOSI DI 30GG.Tutto ciò significa che sono uscita dall’ospedale con il braccio interamente ingessato a 90 gradi . L’indomani però mi presento alla Salus di Grosseto che è un centro multi-servizi dove ho rifatto gli esami per essere sicura che il braccio fosse stato ingessato bene. Ill Dott.Curini, noto ortopedico della mano, dopo aver visto tutte le analisi conviene di togliere il gesso dopo 2 settimane e di iniziare subito a fare fisioterapia perché molto gentilmente mi spiega che il problema del gomito è che se non si interviene al più presto con la fisioterapia non riprende l’estensione al 100% .Dopo 2 settimane il Dott. Curini mi presenta la Dott.ssa nonché fisioterapista Erica. Mi toglie il gesso  ed esclama "bella botta!".! E da lì con la sua santa pazienza e la competenza (non mi ha mai fatto sentire male!) sono riuscita a tornare come prima. Non è stato tutto cosi facile, ma Erica mi ha sempre incoraggiata e gioito con me per i miei progressi. Subito Erica mi ha rassicurato che sarei guarita a breve. Erica è una persona speciale per me,perché con pochi esercizi semplici,ma mirati e con le sue spiegazioni ho capito come mi dovevo allenare anche a casa. E’ stata disponibilissima per quanto riguarda gli orari, entrambe siamo di Firenze quindi ho fatto fisioterapia sia a Grosseto e a Firenze. Le sedute sono durate da 1 ora a 2 ore perché mi ha fatto fare diversi tipi di esercizi, insomma una fisioterapia accurata e scrupolosa non lasciando niente al caso. Il mio braccio grazie a Lei è tornato perfetto e anche il Dott. Curini non credeva ai suoi occhi anche per la rapidità con cui sono guarita. Ho da dire solo una cosa:io ho seguito scrupolosamente tutti i consigli di Erica perché se anche il paziente non si impegna i risultati non arrivano. Siamo state una bella coppia e soprattutto ho un’amica in più, perche queste cose alla fine ti legano molto. Erica sei una grande!!


Giugno 2013

Stefano, lesione Flessore Lungo del Pollice

Cari lettori, vorrei raccontarvi la mia storia.
> Il 14 gennaio 2013 ho subito un intervento di tenorrafia e neuroraffia in seguito ad un incidente con un vetro che mi ha causato una lesione completa sia del tendine flessore lungo che di uno dei due nervi digitali del pollice della mano destra.
> L'intervento è stato eseguito da un chirurgo senza esperienza su questo tipo di lesioni, e quindi non è stato proprio "da manuale".
> Mi è stato immobilizzato il dito per un mese, e non mi è stata data alcuna indicazione riguardante la fisioterapia. Mi sentivo abbandonato, il mio tendine era completamente bloccato da aderenze e gonfiore che non diminuiva con il passare del tempo.
> Per fortuna ho deciso di fare una visita specialistica da un chirurgo della mano di Firenze che mi ha parlato di un secondo intervento da eseguire (tenolisi) a meno che la fisioterapia non avesse risolto il problema.
> Ero molto scettico visto le condizioni del mio dito e i due mesi trascorsi dall'intervento, decisi comunque di seguire il consiglio del chirurgo e di recarmi a Firenze presso fisiomano.
> Qui ho conosciuto Erica, e mi sono trovato subito a mio agio in un clima familiare, dal primo istante ho potuto apprezzare la sua preparazione ed esperienza nel trattare le mani.
> Ho creduto in lei e nelle possibilità della fisioterapia. Com molto impegno e dedizione ho seguito tutto quello che mi ha detto di fare vedendo fin da subito lenti ma continui progressi.
> Oggi a distanza di cinque mesi dall'intervento posso dire che la tenolisi non è più da eseguire ed il mio dito sta migliorando sempre di più, ho quasi raggiunto un movimento completo !!
> Sono molto contento ed anche Erica è soddisfatta del lavoro che abbiamo fatto insieme.
> Grazie di tutto!!!
> Stefano


Maggio 2013

Bruna, frattura di omero con lesione del nervo radiale

In seguito ad una banale caduta nel maggio 2012,che mi ha provocato una frattura scomposta dell'omero destro, ho subito una rilevante lesione al nervo radiale della mano destra con conseguente paralisi di tutti i muscoli estensori del polso e delle dita.
Operata al braccio con l'immissione di un chiodo intramidollare per unire i due monconi fratturati dell'omero, per il nervo radiale i chirurghi mi dissero che nulla si poteva fare se non attendere qualche mese per poi intervenire per il trasferimento di due muscoli; soluzione palliativa che comunque non garantiva una sia pur moderata riattivazione delle dita e del polso.
L'intervento veniva programmato.
 
Nel frattempo, a inizio ottobre 2012, sempre dietro consiglio del chirurgo,contattavo la Ft.Claudia Viganoni, specialista in riabilitazione della mano, per tenere quantomeno in esercizio forzato i muscoli e preparare il braccio all'intervento.
 
E' stata la mossa vincente e risolutiva! Claudia,mi si permetta di ricambiare la spontaneità amichevole che Lei infonde ai pazienti, con i tutori costruiti con estrema maestria e in modo personalizzato e con le sue terapie mirate è riuscita non solo a scongiurare l'intervento palliativo ma sopratutto a farmi riprendere i movimenti spontanei del polso e della mano destra e a farmi riconquistare così l'autonomia e l'indipendenza.
 
Grazie a Claudia, grazie al suo acume nell'affrontare i problemi, grazie alla Sua grande professionalità!


Gennaio 2013

Daniele, frattura terzo metacarpo

Ciao a tutti, mi chiamo Daniele e voglio raccontare quanto mi è capitato il 31 maggio 2012.
Da tre anni sono in pensione per cui  riempio le mie giornate praticando  dello sport come ad esempio il ciclismo.
Mentre cercavo di riempire quel 31 maggio 2012 grazie ad una mia disattenzione sono andato ad urtare con la ruota anteriore della mia bicicletta la ruota posteriore della bicicletta del mio compagno di pedalate provocando così  la mia caduta e purtoppo la frattura del III metacarpo della mano sinistra.
  Fortunatamente quel giorno il pronto soccorso del Policlinico  di San Donato non era affollato come in altre occasioni; alle 11,30 sono stato dimesso  con il seguente referto:
“Frattura pluridirezionale obliqua della diafisi del III° metacarpo della mano sinistra, conservati i rapporti articolari . Si confeziona apparecchio gessato in attesa di intervento chirurgico. Si programma pertanto intervento chirurgico di riduzione e sintesi con fili di K”.
L’intervento fu programmato per mercoledì 6 giugno 2012.
Ero disteso sul lettino quando si avvicinò il Dott. Valtorta (Igor Valtorta  dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica del Policlinico San Donato) informandomi sulla tecnica utilizzata per l’intervento alla mia mano.  
Il giorno 7 giugno 2012 fui dimesso dall’ospedale.
Sistematicamente mi recavo dal Dott Valtorta per le visite di controllo dalle quali emergeva che la frattura era in continua “fase di consolidazione” e che pertanto potevo dare inizio alla fase di rieducazione motoria.
 Su indicazione dello stesso Dr. Valtorta la fase di rieducazione l’ho svolta a Milano presso il Centro di Riabilitazione Specialistica della mano  – FISIOMANO –
La prima seduta fu programmata per il il giorno 25 giugno 2012  sebbene non avessi ancora tolto i fili di  kirschner.
Dalla continua e programmata rieducazione ho avuto efficaci miglioramenti per quanto fino ad oggi  svolto  grazie al rapporto estremamente cordiale e soprattutto professionale intrapreso con le fisioterapiste che operano nel Centro.
Pertanto,  avvalendomi di questa opportunità colgo l’occasione per ringraziarle  permettendomi di  citarle solo con i loro rispettivi nomi: Cristina (che mi ha seguito nella  fase rieducativa), Giada e Claudia.


Dicembre 2012

Andrea, lesione della fibrocartilagine triangolare

Un brutto incidente in scooter mi provoca una altrettanto brutta lesione al polso, difficilmente individuata durante le prime visite, ma purtroppo molto dolorosa... Fortunatamente fisso una visita specialistica con il Dott. Andrea Atzei, che velocemente organizza l'intervento in artroscopia e il successivo programma di riabilitazione con la Dott.ssa Erica Semplici di Fisiomano.
>>
>> Tra l'incidente e l'immobilizzazione post-operatoria quasi dimentico certi movimenti (anche banali:  alzarmi da una sedia appoggiandomi sulle mani, impugnare qualcosa... o semplicemente grattarmi il collo!).
>> Con impegno e passione, Erica imposta un programma di esercizi da eseguire in modo costante (molti dei quali quotidianamente a domicilio) e durante le settimane mi segue con professionalità, trasmettendomi fiducia nel pieno recupero... anche nei giorni più difficili, per me c'è sempre un "Bravo!". E piano piano grazie a lei ricordo come ci si gratta la spalla dopo un pizzicore improvviso...!
>>
>> Dopo quattro mesi di lavoro con Erica, ora ho recuperato forza e movimenti (ogni tanto, anche adesso, continuo ad esercitare il polso, in attesa dell'ultima visita di controllo a 8-10 mesi dall'intervento) e la vita è ripresa praticamente senza limitazioni.
>> Erica in questi mesi è sempre rimasta allineata con il Dott. Atzei: è stato un onore vedere una tale sinergia fra le due componenti chirurgica e fisioterapica e "lavorare" da paziente con due professionisti così eccellenti!


Novembre 2012

Ulrike, algoneurodistrofia

Circa 4 mesi fa ho subito un intervento chirurgico al braccio vicino al polso. La guarigione   procedeva  regolarmente tranne che per la mano e le dita che rimanevano sempre gonfie e calde. Dopo sei settimane dall’intervento mi hanno diagnosticato il morbo di Dupuytren nel palmo della mano che coinvolgeva anche il dito mignolo e l’anulare che si erano raccorciati e curvati. Il centro di fisioterapia a cui mi ero rivolto ha intensificato gli esercizi che mi hanno causato un bel po’ di dolori e dopo altre due settimane  la mano invece di guarire è peggiorata sempre di più. Era di colore rosso scuro, sempre calda e sudata e i dolori  si erano  estesi a tutte le dita e a tutto il palmo, fino alla cicatrice sull’avambraccio. Come mi è stato detto poi, si stava profilando un’algoneurodistrofia che andava assolutamente curata sul nascere.
Impaurita, ho contattato Erica che conoscevo personalmente e dopo pochi giorni sono andata da lei  facendo 1300 km dalla Germania a Grosseto.  
Meno male che l’ho fatto! Col suo modo di fare tranquillo e sicuro, i primi risultati positivi si sono evidenziati dopo le prime sedute convincendomi della bontà delle cure, della sua competenza e della sua  alta professionalità. Dopo due settimane di terapia e trattamenti vari (mi ha anche preparato su misura due tutori diversi per le dita e insegnato  esercizi da fare a casa) non ho più accusato alcun dolore. Le cure di  Erica, procedendo con dolcezza e gradualità, hanno riportato presto la mano al colore e alla temperatura naturali e si è via via sgonfiata.

Di ritorno in Germania, il mio medico ortopedico è rimasto stupito e ammirato dal lavoro eseguito, affermando che qui in Germania solo in certe cliniche specializzate nella chirurgia della mano (lontane da dove abito) avrei potuto usufruire di simili tecniche per  curarmi in quel modo.
Ovviamente, in così poco tempo, la mano non è ancora ristabilita completamente: a casa dovrò continuare a fare gli esercizi che Erica mi ha insegnato, ma ho già riacquistato la mobilità del braccio e del polso e con la mano riesco a fare quasi tutto. Sono fiduciosa che basteranno ancora poche settimane per la guarigione completa.
Grazie, Erica!

Ulrike


Novembre 2012

Fausto, riabilitazione post intervento per Morbo di Dupuytren

Un brutto giorno, a circa 35 anni, osservo con stupore un piccolo grumo calloso, apparentemente insignificante, che compare sul palmo della mano sinistra. Diagnosi del medico di base: morbo di Dupuytren. Niente cure, solo attenzione ad evitare lavori manuali impegnativi.
Passano gli anni e il grumo si evidenzia anche sulla mano destra. A 50 anni il morbo al palmo sinistro è ormai al terzo stadio e si impone l’intervento chirurgico. Mi rivolgo ad un reparto ortopedico, specializzato in chirurgia della mano. Ed incomincia la lunga e dolorosa lotta contro il morbo. Dopo l’ intervento non solo il mostro non scompare,ma si presenta aggressivo ed improvviso su entrambi i mignoli. E allora forza, opera ciascun mignolo e parte del palmo (due interventi). Risultato disastroso, con ritorno della flessione dei mignoli a 90 gradi. Altri due interventi (e siamo in tutto a cinque), ma in breve i mignoli si piegano irrigiditi a 90 gradi e il morbo si diffonde anche sul palmo in corrispondenza del mignolo.
A 63 anni, ritrovo con fatica il coraggio di peregrinare tra le varie strutture di chirurgia della mano. Chi mi guarda e dice che ormai bisogna amputare, chi è perplesso su un ulteriore intervento, incerti tutti su cosa fare.
Tra gli altri sono visitato dalla Dr.ssa Roberta Gilardi, che opera al San Gerardo di Monza, al reparto di chirurgia plastica. Sì, si può fare, ma propone un tipo di intervento di cui non avevo mai sentito parlare, che prevede un trapianto di pelle con successiva adeguata fisioterapia. Il giorno dopo, durante la settimanale gita in montagna, mi siedo su un sasso, lascio ai compagni la gioia della conquista della vetta, con una gran voglia di piangere. Sapevo bene a che sofferenze andavo incontro, ma ormai ero attirato dalla speranza di guarire. Tuttavia si frapponeva l’invisibile barriera del dubbio, finché ….bentrovata! Compulsando Google alla voce Dupuytren, leggo la testimonianza rassicurante di Giovanni che faceva riferimento proprio alla Dr.ssa Roberta Gilardi ed al Centro Fisiomano. Il dubbio si dissolve: confortato e sostenuto nella decisione da mia moglie e dall’allegra spensieratezza delle mie due bambine, il 9 agosto affronto la sala operatoria. Il 21 agosto alla prima medicazione la prima buona notizia: il trapianto di pelle è riuscito al 100 per 100.
Devo dire che all’interessato, cioè a me, il largo squarcio ricoperto di pelle non appariva così rassicurante, anche se il mignolo era ben disteso. Ma qui interviene la fisioterapista Cristina Fassina. Con i massaggi, la professionalità, la crema, tanti consigli, il simpatico sorriso, ed in aggiunta un antipatico, ma fatto su misura, tutore, cura, lenisce, trasforma la ferita in un normale aspetto della pelle, e riattiva la funzionalità della mano.
Ad oggi il mignolino è ben disteso e nessuno, se non guardando con l’occhio esperto di chi conosce il male, nota la differenza della mia mano da una mano normale.
Grazie, grazie, gli angeli esistono.