I pazienti raccontano


Novembre 2010

Frida, artrosi deformante

Da 15 anni soffro di artrosi deformante ad entrambe le mani.
Sono approdata, 5 anni fa, allo Studio Fisiomano su consiglio del mio osteopata.
Allora le mie mani erano molto dolenti, con ingrossamento della prima falange di quasi tutte le dita. Nella mano sinistra, poi, l’indice ed il medio si accavallavano l’uno sull’altro impedendomi di fare il pugno.
Ero preoccupata perché anche i più semplici movimenti mi davano dolore e mi risultavano difficoltosi: girare il pomolo di una porta, aprire i rubinetti, avvitare la caffettiera, scrivere, per non parlare poi del cucire.
Cristina, Claudia e Giada si sono subito prese cura delle mie povere articolazioni con grande professionalità ed….amore. Mi sono trovata a mio agio sotto tutti i punti di vista; loro sono molto care e simpatiche, lo studio è accogliente ed anche con gli altri pazienti si instaura un rapporto di cordialità e condivisione dei problemi!!!
I bagni di paraffina, la fisioterapia, gli esercizi ed i consigli di cui le ragazze sono state prodighe (mi hanno spiegato che cosa sia l’economia articolare per evitare di usurare quel poco di cartilagine che ancora mi rimane) mi hanno giovato moltissimo e piano piano le mie mani si sono ammorbidite, migliorando notevolmente.
Negli anni mi sono stati consigliati dei tutori su misura, che tuttora uso al bisogno, per la rizo-artrosi del pollice, per l’epicondilite del gomito e per il dito a scatto.
Ora le mie mani mi dolgono molto meno, le dita non si accavallano più, riesco quasi del tutto a stringere il pugno, insomma, va molto meglio.
Cristina mi ha consigliato di proseguire con un trattamento conservativo di fisioterapia due volte all’anno per evitare l’indurimento dei tessuti; cosa che faccio con regolarità e con piacere: in autunno ed in primavera ho ormai il mio appuntamento fisso con gli Angeli custodi delle mie mani!!


Ottobre 2010

Fabrizio, grave incidente stradale

Non è facile riassumere in poche parole quella che è la mia esperienza riabilitativa con Claudia, Cristina e Giada, che hanno stravolto l’idea che mi ero fatto, a mie spese, della fisioterapia.

Durante il lungo percorso che ho seguito per riprendermi da un incidente stradale in moto, la prima volta che mi è stato prescritto di fare fisioterapia, mi è stato detto da un “dottorone” che avrei dovuto trovarmi una terapista brutta, grassa e incazzata col mondo, perché più dolore avrei sentito e più sarebbe stata efficace la terapia.

Bene … le tre amiche di fisiomano non hanno neanche una di queste caratteristiche … anzi, sono l’esatto opposto.
Con loro ho constatato che, non solo una terapia fatta con delicatezza porta a risultati migliori e più veloci che non una aggressiva, ma permette di eseguire anche esercizi in maniera autonoma senza l’ossessione del provare dolore;
dopo un’ ora di terapia “classica” invece, non si ha altro che voglia di dimenticarsi di avere una mano fino alla sessione successiva, con tutto ciò che di negativo comporta.
E’ inoltre tangibile l’impegno che profondono nella ricerca di nuove soluzioni, per cercare sempre la terapia migliore da proporre al paziente.

Dulcis in fundo, il loro aspetto estremamente professionale si sposa alla perfezione con quello più gioviale, mettendo subito a proprio agio ognuno e facendo sì che i pazienti interagiscano tra loro, tant’è che le ore di terapia passano piacevolmente, in un ambiente allegro e informale, cosa che di per sé è già parte integrante del processo di guarigione.

In questa lunga via crucis, molti degli addetti ai lavori con cui si ha a che fare ti vede solo come un modo per autocelebrarsi o per arricchire il curriculum (in alcuni casi anche il portafoglio); Claudia, Cristina e Giada sono invece persone, e sottolineo persone, pronte ad ascoltare eventuali necessità del paziente, aperte al confronto e dotate di un’ umanità non seconda alla propria professionalità.


Fabrizio


Ottobre 2010

Giulia, frattura di polso

Sono Giulia e con piacere Vi racconto la mia esperienza ancora in corso con le terapiste di Fisiomano. 
Il 13/3/2010 sono caduta poggiando il mio peso sulla mano. Questo ha provocato una frattura scomposta del polso scientificamente chiamata frattura di Colles.
Dopo la sistemazione manuale da parte degli ortopedici del Pronto Soccorso, ho tenuto per circa 40 giorni una ingessatura dalle dita della mano fino a quasi sotto l’ascella, spessa e stretta.
Quando il gesso finalmente è stato rimosso il mio braccio e la mia mano erano un unico pezzo, incapaci di muoversi e molto doloranti.
Come da consiglio di un ortopedico ho contattato le fisioterapiste e da questo momento è iniziata la mia esperienza di fisioterapia che mi ha portato a dei risultati che non speravo di ottenere: muovo la mano e il braccio quasi normalmente, manca qualche altro grado articolare per raggiungere il 100%.
Racconto la mia storia per dire che la professionalità e la competenza delle fisioterapiste sono uniche, oltre al rapporto cordiale che si è creato con loro e con gli altri pazienti che sono presenti.
Spero che quanto detto possa essere una indicazione per le persone che hanno problemi come il mio o di altra natura.

 


Maggio 2010

Ivano, incidente sul lavoro

Ciao, mi chiamo Ivano e sono un paziente di FISIOMANO a Milano. 
La mia storia inizia il giorno 01/10/2009, data del mio infortunio sul lavoro. Durante il lavaggio dell’impianto litografico, dove stavo lavorando, sono inciampato e caduto sui rulli dell’impianto stesso che era in moto alla massima velocità. Purtroppo la mia mano destra è entrata tra 2 rulli che ne hanno causato lo schiacciamento e l’arrotamento della stessa, fortunatamente con la sinistra sono riuscito a fermare l’impianto in tempo utile ad evitare danni peggiori. In ambulanza mi sono reso conto della gravità dell’incidente vedendo la mia mano quasi completamente sguantata. Dopo essere passato dall’Ospedale di Melzo per i primi soccorsi, sono stato trasferito d’urgenza al Policlinico di San Donato ed operato immediatamente dall’equipe di Chirurgia Plastica. L’intervento è durato 11 ore, ed ha permesso ai chirurghi di ricostruire l’arto e di salvare 3 delle 4 dita sub-amputate (purtroppo il dito mignolo era troppo compromesso). 
Il 12/10/2009 ho subito il secondo intervento, dove si è effettuata una pulizia dell’arto e la parziale amputazione del dito indice. 
Il 13/10/2009 sono stato dimesso dal Policlinico di San Donato ed ho cominciato immediatamente un percorso di recupero terapeutico attraverso medicazioni ambulatoriali frequenti e 2 cicli di terapia iperbarica. 
Il 17/11/2009 ho subito il terzo intervento, dove mi sono stati innestati dei lembi di pelle prelevati dalla mia coscia sinistra, per sostituire quella necrotica già rimossa. 
Il 18/11/2009 sono stato dimesso dal nosocomio ed ho continuato immediatamente il recupero terapeutico, sempre con medicazioni ambulatoriali e casalinghe frequenti ed un ciclo di terapia iperbarica. 
Finalmente il 02/12/2009 ho conosciuto le 3 fisioterapiste di FISIOMANO, Claudia-Cristina-Giada, consigliatemi apertamente dai chirurghi che mi avevano seguito. Da lì è cominciato il mio percorso riabilitativo che oltre all'utilizzo di un tutore per la correzione posturale della mano e delle dita, che viene modificato ad ogni tipo di miglioramento, consiste di lavoro passivo ed attivo. Passivo s’intende il massaggio effettuato dalle ragazze sulla mia mano e sulle mie dita per cercare di riattivare il più possibile la funzionalità delle stesse, mentre l’attivo riguarda tutta la parte che coinvolge il paziente attraverso esercizi effettuati con appositi strumenti ed accorgimenti. 
Ad oggi 25/05/2010  devo dire di aver raggiunto un buonissimo risultato di recupero della mia mano, grazie alla disponibilità, alla passione ed alla professionalità delle 3 ragazze. 
Sicuramente dopo l’intervento che ho affrontato il giorno 03/05/2010 dove mi sono state pulite articolazioni e tendini del 3° e 4° dito + sutura del tendine estensore del 4° dito, ma soprattutto con il lavoro futuro che si affronterà con le terapiste, sono sicuro che si potrà ambire a risultati migliori. 
Un’altra cosa che non reputo meno importante di quanto già spiegato, è il clima familiare che si respira durante la terapia. Le ragazze oltre che a migliorare l’aspetto funzionale ed estetico della mano, hanno puntato anche all’aspetto psicologico dei pazienti.  Infatti durante le sedute si interagisce anche con gli altri pazienti, creando così un ambiente molto positivo che a mio dire facilita ancor di più la piena guarigione.

 


 

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