I pazienti raccontano


Ottobre 2010

Giulia, frattura di polso

Sono Giulia e con piacere Vi racconto la mia esperienza ancora in corso con le terapiste di Fisiomano. 
Il 13/3/2010 sono caduta poggiando il mio peso sulla mano. Questo ha provocato una frattura scomposta del polso scientificamente chiamata frattura di Colles.
Dopo la sistemazione manuale da parte degli ortopedici del Pronto Soccorso, ho tenuto per circa 40 giorni una ingessatura dalle dita della mano fino a quasi sotto l’ascella, spessa e stretta.
Quando il gesso finalmente è stato rimosso il mio braccio e la mia mano erano un unico pezzo, incapaci di muoversi e molto doloranti.
Come da consiglio di un ortopedico ho contattato le fisioterapiste e da questo momento è iniziata la mia esperienza di fisioterapia che mi ha portato a dei risultati che non speravo di ottenere: muovo la mano e il braccio quasi normalmente, manca qualche altro grado articolare per raggiungere il 100%.
Racconto la mia storia per dire che la professionalità e la competenza delle fisioterapiste sono uniche, oltre al rapporto cordiale che si è creato con loro e con gli altri pazienti che sono presenti.
Spero che quanto detto possa essere una indicazione per le persone che hanno problemi come il mio o di altra natura.

 


Maggio 2010

Ivano, incidente sul lavoro

Ciao, mi chiamo Ivano e sono un paziente di FISIOMANO a Milano. 
La mia storia inizia il giorno 01/10/2009, data del mio infortunio sul lavoro. Durante il lavaggio dell’impianto litografico, dove stavo lavorando, sono inciampato e caduto sui rulli dell’impianto stesso che era in moto alla massima velocità. Purtroppo la mia mano destra è entrata tra 2 rulli che ne hanno causato lo schiacciamento e l’arrotamento della stessa, fortunatamente con la sinistra sono riuscito a fermare l’impianto in tempo utile ad evitare danni peggiori. In ambulanza mi sono reso conto della gravità dell’incidente vedendo la mia mano quasi completamente sguantata. Dopo essere passato dall’Ospedale di Melzo per i primi soccorsi, sono stato trasferito d’urgenza al Policlinico di San Donato ed operato immediatamente dall’equipe di Chirurgia Plastica. L’intervento è durato 11 ore, ed ha permesso ai chirurghi di ricostruire l’arto e di salvare 3 delle 4 dita sub-amputate (purtroppo il dito mignolo era troppo compromesso). 
Il 12/10/2009 ho subito il secondo intervento, dove si è effettuata una pulizia dell’arto e la parziale amputazione del dito indice. 
Il 13/10/2009 sono stato dimesso dal Policlinico di San Donato ed ho cominciato immediatamente un percorso di recupero terapeutico attraverso medicazioni ambulatoriali frequenti e 2 cicli di terapia iperbarica. 
Il 17/11/2009 ho subito il terzo intervento, dove mi sono stati innestati dei lembi di pelle prelevati dalla mia coscia sinistra, per sostituire quella necrotica già rimossa. 
Il 18/11/2009 sono stato dimesso dal nosocomio ed ho continuato immediatamente il recupero terapeutico, sempre con medicazioni ambulatoriali e casalinghe frequenti ed un ciclo di terapia iperbarica. 
Finalmente il 02/12/2009 ho conosciuto le 3 fisioterapiste di FISIOMANO, Claudia-Cristina-Giada, consigliatemi apertamente dai chirurghi che mi avevano seguito. Da lì è cominciato il mio percorso riabilitativo che oltre all'utilizzo di un tutore per la correzione posturale della mano e delle dita, che viene modificato ad ogni tipo di miglioramento, consiste di lavoro passivo ed attivo. Passivo s’intende il massaggio effettuato dalle ragazze sulla mia mano e sulle mie dita per cercare di riattivare il più possibile la funzionalità delle stesse, mentre l’attivo riguarda tutta la parte che coinvolge il paziente attraverso esercizi effettuati con appositi strumenti ed accorgimenti. 
Ad oggi 25/05/2010  devo dire di aver raggiunto un buonissimo risultato di recupero della mia mano, grazie alla disponibilità, alla passione ed alla professionalità delle 3 ragazze. 
Sicuramente dopo l’intervento che ho affrontato il giorno 03/05/2010 dove mi sono state pulite articolazioni e tendini del 3° e 4° dito + sutura del tendine estensore del 4° dito, ma soprattutto con il lavoro futuro che si affronterà con le terapiste, sono sicuro che si potrà ambire a risultati migliori. 
Un’altra cosa che non reputo meno importante di quanto già spiegato, è il clima familiare che si respira durante la terapia. Le ragazze oltre che a migliorare l’aspetto funzionale ed estetico della mano, hanno puntato anche all’aspetto psicologico dei pazienti.  Infatti durante le sedute si interagisce anche con gli altri pazienti, creando così un ambiente molto positivo che a mio dire facilita ancor di più la piena guarigione.

 


 

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